E' passato del tempo dalla comparsa del termine Enterprise 2.0, declinazione in ambito "corporate" delle tecnologie, applicazioni, strategie e tutto quanto sta nella nuvola Web 2.0.
lunedì 31 agosto 2009
Enterprise 2.0 e il doppio legame
venerdì 28 agosto 2009
Nuovi paradigmi per le interfacce utente
Sono passati 25 anni dal lancio dell'Apple Macintosh, primo computer con interfaccia grafica basata sul paradigma di "desktop", ovvero come ben sappiamo una scrivania virtuale dove sistemare i propri "documenti" in "cartelle" e l'utilizzo del mouse per selezionare e agire sui documenti o altri oggetti.
giovedì 26 giugno 2008
Seminario Wireless for Business
Il 25 Giugno a Milano si è svolta la prima giornata del seminario "Wireless Revolution: la nuova frontiera dell'innovazione".
L'evento organizzato dal Politecnico di Milano nell'ambito del Wireless for Business Forum a cura degli Osservatori sul mondo ICT ha mostrato una panoramica delle tecnologie Wireless nella loro accezione più ampia, ovvero tutto quanto prevede un'interazione tra due o più dispositivi non connessi da infrastruttura fissa.
Le tecnologie in ambito erano quindi le più disparate: dalle consolidate reti cellulari GSM e UMTS, al RFId passando per il WiFi, bluetooth, NFC, GPS, microonde e persino infrarossi.La presentazione dei dati raccolti dell'Osservatorio ha seguito un approccio di alto livello, essenzialmente focalizzato sugli impatti sul business piuttosto che sulle tecnologie, suddivisi in impatti sui consumatori, impatti sui processi e impatti sule persone (intese come i dipendenti delle aziende).
Impatti sui Consumatori
Due i temi principali: da una parte il Wireless come tecnologia abilitante al commercio elettronico (che divente mobile commerce) e dall'altra il mondo mobile come nuova piattaforma di pubblicazione e commercio di contenuti.
Il tema mCommerce presuppone che le promesse ancora non matenute dal "tradizionale" eCommerce via Web siano in gran parte inespresse per ragioni di scarsa usabilità e sicurezza di quest'ultimo. I terminali mobili, con la loro semplicità e diffusione potrebbero sbloccare la situazione, specie in paesi come l'Italia dove l'accesso broadband a Internet è ancora limitato.
Altro aspetto il mobile content, ovvero la possibilità di inviare al consumatore informazioni nel momento più appropriato e nel luogo più appropriato.
Le applicazioni possibili possono sono le più disparate, tipicamente si va dal marketing "geolocalizzato" (MMS inviati quando si è in prossimità di un certo luogo) alla vendita di contenuti fruibili direttamente su terminale mobile (itinerari, mappe, informazioni su eventi in corso).
Impatti sui Processi
Come è intuibile, non c'è processo aziendale (quale che sia il settore di attività) che non possa essere stravolto e ottimizzato dalle tecnologie wireless.
I dati raccolti tuttavia, se da una parte mostrano una certa dinamicità delle aziende a cimentarsi con applicazioni "mirate", mostrano una notevole difficoltà a sfruttare al meglio tali tecnologie.
In sostanza si interviene per risolvere il problema specifico, si ottimizza la singola applicazione ma non si coglie il pieno beneficio per evitare di stravolgimento dei processi aziendali, spesso visto come un rischio eccessivo.
I processi aziendali, anche se inefficienti e non al passo coi tempi, sono percepiti come l'identità stessa dell'azienda, un valore da non compromettere con cambiamenti azzardati.
Ad esempio l'RFId è utilizzato per migliorare la gestione del magazzino, ma non per tracciare la spedizione delle merci o viceversa.
Impatto sulle Persone
I temi trattati sono i medesimi di quanto espresso in Enterprise 2.0, stavolta declinati come facilità di accesso alle risorse aziendali, in qualunque luogo e in qualunque momento.
Il dipendente diventa una risorsa chiave dell'azienda, da valorizzare e da utilizzare al meglio fornendogli i migliori strumenti.Il "Mobile Worker" passa da nicchia specifica (il top management pittosto che i tecnici sul campo) a mainstream, ovvero potenzialmente tutti i dipendenti.
La vecchia scrivania (con pc desktop) evolve in Mobile Workspace, obiettivo: eliminare tutte le barriere che limitano la produttività e allo stesso tempo migliorare la qualità della vita del dipendente stesso.
I Mobile Payments
Questo importante argomento è stato ambito di un seminario specifico, diversi i temi illustrati che meritano una trattazione approfondita, in breve:
Breve storia dei Mobile Payments: l'entusiasmo iniziale, la pausa di riflessione e le prospettive per il futuro.
Il caso studio su i Mobile Payments in Giappone-Corea, un esempio di integrazione tra comparti industriali diversi che ha generato valore per tutti gli attori coinvolti.
La situazione attuale in Europa, ancora ferma ad iniziative embrionali e scarsamente integrate.
Le prospettive per l'Italia, il ruolo determinante della nuova normativa in tema di pagamenti promossa da Banca d'Italia.
Il Wireless Machine-to-machine (M2m)
Per M2m si intendono le applicazioni che prevedono due o più device interagenti senza intervento umano, ad esempio i sistemi di telecontrollo e telemetria.
In questo caso il wireless ha sia un ruolo abilitante a certe soluzioni (ad esempio telecontrollo di macchine in movimento) sia un ruolo di acceleratore di soluzioni possibili ma troppo costose o complesse nella versione con connessioni fisse.
Un esempio consolidato è la lettura remota dei contatori delle utenze domestiche di luce e gas: i benefici tangibili sono pari a un risparmio del 70% sui costi complessivi di lettura in loco.
Le applicazioni potenziali sono in realtà moltissime e ancora scarsamente esplorate, basti pensare che la maggior parte delle soluzioni si basano su tecnologie GSM (in fase di migrazione a GPRS) e solo in pochi casi si utilizzano tecnologia più avanzate.
Conclusioni
Tanta tecnologia, in molti casi dalle potenzialità ancora inespresse.
Una "Wireless Revolution" con diverse chiavi di lettura: letteralemente "senza filo" ma anche "senza lacci e lacciuoli burocratici" che bloccano o frenano lo sviluppo.
Insomma gli ingengneri hanno fatto la loro parte, ora tocca ai manager e politici, e in questo caso il termine "Revolution" è sopratutto un "wishful thinking".
lunedì 23 giugno 2008
Client side integration


martedì 27 maggio 2008
Google Health
E' disponibile la prima versione pubblica (beta) di Google Health.
Le funzioni per ora sono molto limitate: l'utente ha la possibilità di inserire la propria anamnesi, allergie, farmaci, esami clinici, l'interfaccia utente è molto semplice, addirittura minimale.
Sicuramente il punto di forza di Google Health non è ne sarà l'applicazione in se quanto alle potenzieli integrazioni con sistemi di eHealth esistenti.
L'idea è che Health sia uno strumento di condivisione e scambio dei dati già presenti nei sistemi informativi degli ospedali.
Già adesso è possibile importare dati clinici da un elenco di Ospedali (US) che è destinato a crescere.
L'impressione insomma è che Google, consapevole che il mondo eHealth è estremamente complesso ed eterogeneo, abbia scelto una strategia dei piccoli passi, "bottom up" piuttosto che un "big-bang".
Come avvenuto altre volte Google mette al centro del proprio sistema l'utente-paziente, che è il primo beneficiario della maggior facilità di accesso ai propri dati clinici.
Gli altri attori (Medici, Ospedali, Governo) seguiranno.
giovedì 22 maggio 2008
Social Software
Il Social Software è certamente la killer application del momento, è su siti come Facebook, MySpace, Bebo ma anche LinkedIn a essere sotto le luci della ribalta.
Del resto i numeri parlano chiaro: sono queste le applicazioni più usate, quelle dove la gente "è".
Conseguentemente crescono a dismisura le quotazioni di tali aziende: 9B$ per Facebook per citare un caso eclatante.
Ma qual'è il valore effettivo di queste aziende ? Il business model non giustificherebbe tali valutazioni, se basate solo sulle revenue previste.
Come spesso accade nel mondo della rete, la valutazione è fortemente influenzata dalle potenzialità future piuttosto che sui risultati attuali.
Si ritiene infatti che nel futuro prossimo le persone trascorrano sempre più tempo su applicazioni di tipo "Social" e sopratutto basino la gran parte delle loro interazioni con la loro rete di contatti proprio tramite gli strumenti offerti da tali siti.
In sostanza questi siti diverrebbero centrali alla vita stessa delle persone, gestendo informazioni personali assolutamente rilevanti e "reali".
La prospettiva è di permettere alle aziende di intercettare i processi decisionali dei singoli nel momento stesso in cui questi avvengono, cioè nel momento più critico per proporre un prodotto/servizio.
Insomma il paradiso del marketing.
Da capire come tutelare gli utenti, e se questo Grande Fratello non sarà alla fine percepito come opprimente o, anche solo fastidioso, e degenererà quindi nell'ennesima bolla speculativa.
giovedì 8 maggio 2008
Cloud Computing
Sempre più spesso si sente parlare di Cloud Computing, l'ennesima "tag"in ambito Web 2.0.
Che cos'è
Trattandosi di un termine più di marketing che tecnico, la definizione non può che essere sfumata e imprecisa, in sostanza si tratta di una immediata conseguenza della virtualizzazione e delocalizzazione delle componenti fisiche dell'infrastruttura ICT.
In sostanza tutte le componenti fisiche dell'infrastruttura (cpu, storage) sono virtualizzate e rese disponibili all'utente come servizi on demand via rete, dove e come questi servizi siano erogati è irrilevante.
Implementazioni
Esistono molte interpretazioni di questo approccio, da quello di più basso livello fino all'erogazione di applicazioni complete ricalcando il modello Software as-as Service (SaaS):
Amazon Elastic Computing Cloud permette di definire e istanziare delle macchine virtuali (AMD Opteron - compatibili) con sistema operativo Linux.
Interessante la possibilità di partire da immagini preconfigurate e poi personalizzabili
Google App Engine offre una piattaforma di sviluppo di livello più alto rispetto ad Amazon, in sostanza è come avere a disposizione un Application Server (che per ora supporta il solo linguaggio pyton) con un set di API limitato.
Google Apps vorrebbe essere la versione "Cloud" di Office (vs LiveOffice di Microsoft) ed è il modello più "alto" e di fatto coincidente con l'approccio SaaS.
Ulteo e Cloudo invece sono soluzioni orientate al Client che permettono di virtualizzare la propria workstation. In pratica si accede a un desktop remoto (tramite una sorta di Terminal Server) che offre le funzionalità "classiche" di informatica personale: Suite Office, Mail. Il valore aggiunto è la portabilità del proprio ambiente di lavoro (accessibile da qualsiasi Browser e nel caso di Cloudo anche da mobile) e la possibilità di condividere il proprio spazio di lavoro con altri utenti.
Le conseguenze per l'ICT
Per ora poche, difficile pensare che l'ICT di livello Enterprise possa migrare su Amazon EC2 o simili, a tendere però il modello "Cloud" si imporrà per la sua efficacia ed efficienza: Ho provato di persona il servizio e sono stato in grado di avviare il mio server linux virtuale in pochi minuti, già bello configurato e pronto all'uso, il tutto con un costo pressoché irrilevante.
Per le piccole e media imprese invece il vantaggio potrebbe essere enorme: anche la piccola azienda potrà disporre delle performance (in termine di affidabilità e scalabilità) tipiche di un data center di livello Enterprise, per di più distribuito geograficamente e quindi "disaster-proof".
Da segnalare comunque (fonte Amazon) che già adesso la vasta maggiornaza dei circa 60000 utenti EC2 sono società di livello Enterprise che utilizzano tali risorse come infrastruttura per progetti che richiedono tempi di attivazione rapidi.
